Home page: NOVITA': PROFUMI ED ESSENZE

La prima Eau de Toilette di Dolomia

La prima Eau de Toilette di Dolomia

ENROSADIRA : DOLCE NOTA FLOREALE FIRMATA DOLOMIA

 

Dolomia presenta Enrosadira, la sua prima Eau de Toilette creata in collaborazione con una delle più rinomate case profumiere francesi.
Una fragranza contraddistinta da differenti sfumature tra le quali emerge la rinfrescante delicatezza della rosa in acqua ghiacciata.

È la fragranza perfetta per descrivere e incarnare le infinite emozioni di una donna femminile e sempre elegante: il regalo di Natale perfetto per celebrare l’unicità di ogni donna.

Le note agrumate che caratterizzano la testa si fondono con quelle dei fiori presenti nel cuore, generando una profumazione che avvolge la pelle con dolcezza. La freschezza della rosa ghiacciata sprigiona dal cuore della fragranza un brivido effervescente. Nel fondo, il dolce aroma della vaniglia e la piacevole leggerezza del muschio si uniscono, donando all’eau de toilette un’equilibrata vivacità.

Un mix moderno capace di risvegliare le sensazioni provate nell’ambiente dolomitico.

 
Conf da 50 ml € 39.00

 

qualche curiosità.....

 

UNA LUCE MAGICA TRA ROSE E DOLOMITI

 

Il termine enrosadira, che letteralmente significa "diventare di color rosa", deriva dalla parola ladina rosadüra o enrosadöra[ L'enrosadira[ è il fenomeno per cui la maggior parte delle cime delle Dolomiti assumono un colore rossastro, che passa gradatamente al viola, soprattutto all'alba e al tramonto. Questo fenomeno è particolarmente visibile nelle sere d'estate, quando l'aria è particolarmente limpida e il crepuscoli sono più lunghi.

Molti secoli fa, nel cuore delle Dolomiti, viveva un popolo di nani. Il loro re, monarca saggio e gentile, possedeva un meraviglioso roseto la cui bellezza era pari soltanto a quella di sua figlia, la principessa Ladina. Lo spettacolo offerto dalle rose attrasse però l’attenzione del principe del Latemar, il quale decise di avvicinarvisi. Imbattutosi in Ladina, se ne innamorò perdutamente e la portò via con sé. Il povero re maledisse le proprie rose, colpevoli di averlo privato della cosa per lui più cara al mondo, condannandole a non fiorire mai più, “né di giorno, né di notte”. Nel farlo scordò però di menzionare l’alba e il tramonto: per questa ragione ancora oggi, soltanto in queste fasi della giornata, è possibile ammirare le splendide rose del sovrano, il cui riflesso luminoso dà vita al fenomeno dell’Enrosadira.