Home page: APPROFONDIMENTI: Insufficienza renale nel gatto anziano

Il gatto anziano e le problematiche renali

Il gatto anziano e le problematiche renali

tratto da : http://mysocialpet.it/news/salute-e-benessere/gatto-anziano-linsufficienza-renale-uno-dei-problemi-piu-comuni  dr. Alessandro Aspesi medico veterinario

 

Esiste una patologia purtroppo molto diffusa e legata alla fase finale della vita di molti nostri amici gatti: l’insufficienza renale cronica (IRC).
Lo scopo di questo articolo è duplice: da una parte, aiutare quante più persone ad individuare, il più precocemente possibile, le fasi iniziali di questo problema per poterlo gestire al meglio fin da subito; dall’altra, provare ad aiutare a comprendere meglio i meccanismi di progressività che sono sottesi alla patologia stessa, aiutando i proprietari ad affrontare il problema nella maniera più serena possibile dal punto di vista emotivo.

EZIOLOGIA:
Questa patologia è una malattia su base idiopatica, dovuta alla progressiva distruzione dei nefroni (che sono le unità funzionali e filtranti dei reni): una distruzione superiore al 75% del tessuto renale funzionante determina una compromissione della capacità dell’organo di concentrare urina. A questo si associa l’anemia, a causa della ridotta produzione di due ormoni sintetizzati a livello renale.
Il processo, purtroppo, è cronico e tende a peggiorare col tempo: per questo motivo, prima si riesce ad individuare la patologia, prima si riesce a trattare e a ridurre la velocità con cui progredisce, aumentando significativamente la durata e la qualità della vita del gatto.

Possono essere colpiti tutti i gatti, con una predisposizione genetica nell’Abissino e nel Persiano. Non vi è una dominanza invece a livello di sesso, ma l’incidenza aumenta nei gatti a partire dai 9 anni di età, e aumenta progressivamente negli anni.

SINTOMATOLOGIA:
Riconoscere le fasi iniziali della patologia è molto difficile: i gatti sono animali molto resistenti e, talvolta, risulta molto difficile individuare i primi sintomi (spesso accade infatti che l’animale venga portato dal veterinario in fase avanzata).
Un aumento della sete e l’aumentata urinazione, oltre al pelo opaco e un dimagrimento eccessivo, legato magari a poco appetito, dovrebbero indurre il proprietario ad andare il prima possibile dal proprio veterinario.
Aumentando la gravità della patologia (arrivando alla cosiddetta crisi uremica) troviamo: vomito continuo, letargia, anoressia totale, forte disidratazione (nonostante il gatto continui a bere in maniera intensa), diarrea e deciso calo di peso.
Nelle fasi terminali abbiamo convulsioni, coma e, infine, morte dell’animale.

TERAPIA:
E’ fondamentale intraprenderla ai primi sintomi rilevati: appena avete un qualche sospetto che possa avere un problema del genere portate il vostro gatto immediatamente dal veterinario, che avrà cura (una volta eseguite le necessarie analisi) di escludere altre patologie con sintomatologia simile, e di iniziare prontamente la terapia necessaria.
Nelle fasi cosiddette compensate una corretta gestione a casa attraverso farmaci, fluidoterapia ambulatoriale e corretta dieta dovrebbero già essere sufficienti a gestire la problematica correttamente: a livello alimentare razioni con un ridotto apporto di proteine, magnesio, fosforo e sodio sono indispensabili.
In commercio esistono diete specifiche per questi tipi di problemi: è fondamentale che l’animale venga alimentato a vita solo ed esclusivamente con queste tipologie di diete, così come è fondamentale il libero accesso ad acqua fresca in ogni momento.
Nelle fasi scompensate invece è necessaria una ospedalizzazione e un monitoraggio completo da parte di medici veterinari.
Mi duole ricordare, ancora una volta, che il risultato della terapia non può essere la guarigione (essendo una patologia cornica tenderà al peggioramento), ma solo la riduzione della velocità di peggioramento e la miglioria della qualità di vita del nostro micio: purtroppo non esiste una cura efficacie al 100% (ci sono in Italia pochi centri di dialisi veterinaria, e pochissimi casi – tutti sperimentali- di trapianto di reni).
Quello che possiamo fare è gestire al meglio il progressivo peggioramento di questo problema, accompagnando il nostro animale il più serenamente possibile durante la malattia.